Diagnosi energetica (D.Lgs. 102/2014)
L'obbligo di diagnosi energetica per le grandi imprese richiede una verifica ogni quattro anni. Tra un ciclo e l'altro non c'è alcun obbligo di monitoraggio, ed è lì che gli interventi individuati perdono efficacia senza che nessuno se ne accorga. FrostLogic Explore legge gli stessi contatori e sensori in modo continuo e tiene sotto controllo se i risultati della diagnosi sono ancora validi.
Obbligo di legge
Il Decreto Legislativo 102/2014, che recepisce la Direttiva UE 2012/27/UE sull'efficienza energetica, stabilisce l'obbligo di diagnosi energetica in Italia per le grandi imprese e, indipendentemente dalla dimensione, per le imprese a forte consumo di energia ("energivore").
Le imprese con un sistema di gestione dell'energia o ambientale certificato possono essere esentate dalla diagnosi separata, a condizione che il sistema di gestione includa già un audit energetico conforme ai criteri dell'Allegato 2 al decreto.
Tra una diagnosi e l'altra
Ogni intervento individuato nella diagnosi diventa una baseline. Explore segnala quando un sistema si allontana da quella baseline, non solo quando supera una soglia fissa.
I consumi stagionali e i pattern di utilizzo cambiano tra un ciclo di diagnosi e l'altro. Explore proietta l'andamento atteso e segnala gli scostamenti prima che si accumulino in quattro anni di deriva.
Lo stesso motore che alimenta le evidenze per [BREEAM](/compliance/breeam/), [LEED](/compliance/leed/) e [Nordic Swan](/compliance/nordic-swan/) tiene pronti i dati per la prossima diagnosi, senza una raccolta manuale dell'ultimo minuto.
Prima di chiedere
La diagnosi energetica è l'obbligo previsto dal D.Lgs. 102/2014 (che recepisce la Direttiva UE 2012/27/UE) per le grandi imprese - almeno 250 dipendenti, oppure fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro e totale di bilancio superiore a 43 milioni di euro - e per le imprese energivore, indipendentemente dalla loro dimensione. Va ripetuta almeno ogni quattro anni e trasmessa a ENEA.
Sì, e spesso per una doppia via: per dimensione, se l'impresa supera le soglie previste per le grandi imprese, oppure come impresa energivora, in base al consumo di energia elettrica, a prescindere dalla dimensione. Non esiste un'esenzione generale per il settore industriale. Per i siti industriali la diagnosi copre tipicamente anche i processi produttivi, oltre agli impianti degli edifici (calore di processo, aria compressa e simili).
Solo a condizione che il sistema di gestione dell'energia certificato ISO 50001 includa già un audit energetico conforme ai criteri dell'Allegato 2 al D.Lgs. 102/2014. La certificazione da sola, senza quell'audit interno, non è sufficiente a soddisfare l'obbligo.
No, sono due obblighi distinti. La diagnosi energetica deriva dalla Direttiva UE 2012/27/UE sull'efficienza energetica (D.Lgs. 102/2014). L'EPBD è una direttiva diversa, che dal 2026 impone sistemi di automazione e controllo degli edifici (BACS) sopra i 290 kW. Un'impresa può essere soggetta a entrambi. Per l'EPBD e il mandato BACS, vedi la pagina [compliance](/compliance/).
No. La diagnosi va effettuata da un esperto in gestione dell'energia (EGE) certificato o da un organismo accreditato, come previsto dalla normativa. Explore non sostituisce quella valutazione: verifica che i risultati della diagnosi restino validi nel tempo tra un ciclo e l'altro.
Almeno ogni quattro anni. I cicli precedenti si sono conclusi nel 2015, 2019 e 2023: la prossima scadenza cade nel 2027. Tra un ciclo e l'altro la normativa non impone un monitoraggio continuo, ed è proprio in quello spazio che Explore aggiunge valore.
I risultati vengono archiviati da ENEA, ma nulla nella diagnosi tiene traccia di come l'edificio cambia nel frattempo. Explore legge gli stessi contatori e sensori in modo continuo e segnala quando i consumi si allontanano dalla baseline registrata nell'ultima diagnosi.
Ti mostriamo come Explore tiene sotto controllo gli interventi in modo continuo, su un campione dei tuoi dati.